Dal Fatto Quotidiano


IL FATTO QUOTIDIANO 12 aprile 2012

 

Cinema a Bologna, a rischio le sale del centro. In cassa integrazione 37 lavoratori

Il Circuito Cinema che gestisce nove sale (sei di proprietà, tre in affitto) subisce gli effetti della crisi degli spettatori e paventa tagli al personale. “Ci hanno tenuto all’oscuro del piano industriale”, spiegano i lavoratori, “con il 50% dello stipendio non riusciamo a vivere”


 

 

Il ciclone della crisi economica investe anche il mondo delle sale cinematografiche. E lo fa a Bologna in pieno centro storico tra le nove sale del celebrato Circuito Cinema: Odeon A, B, C e D, Rialto 1 e 2, Roma d’Essai, Europa Cinema. 37 i dipendenti che tra maschere, cassiere e proiezionisti si trovano già in cassa integrazione al 50% dello stipendio da febbraio 2012 per sei mesi con l’attesa del rinnovo. Mentre le proiezioni in tutte le nove sale del Circuito sono passate da quattro nei giorni feriali a tre, e si paventa una chiusura totale dei cinema per luglio e agosto prossimi.

 

Lo hanno spiegato questa mattina i lavoratori del Circuito Cinema con un presidio davanti alla sede della Provincia di Bologna dove si è tenuto un incontro tra proprietà ed enti locali. “Non c’è la benché minima chiarezza sul piano industriale, sono previsti solo tagli al personale e non ci sono indicazioni per il futuro”, spiega una dipendente che lavora da più di quindici anni tra Odeon e Rialto, “Siamo molto sorpresi perché il rapporto con i proprietari è sempre stato buono e ci sentivamo tutelati, ma improvvisamente siamo stati tenuti all’oscuro di tutto”.

Ma più che la rabbia tra il personale del cinema è palpabile l’incredulità: “Sicuramente sono stati fatti errori strategici: certe promozioni non hanno senso e riempiono le sale una sera e le lasciano vuote altre due; la convenzione con Unicredit non è stata rinnovata ed è venuto a mancare molto pubblico tra i pensionati”, spiega un altro giovane dipendente, “ma di certo non ci saremmo aspettati una situazione così drammatica come quella stiamo vivendo. Mia moglie sta aspettando un figlio e con la cassa integrazione a 50% dello stipendio non riusciamo a vivere”.

Un fulmine a ciel sereno perché parliamo di sale che hanno fatto la storia del cinema in città, perlopiù di qualità. Il Circuito Cinema, a partire dalle quattro sale dell’Odeon, sono il fiore all’occhiello della famiglia Agostini che prima con il defunto decano Gino, che s’inventò il cinema d’essai in città negli ottanta, e ora con la figlia Ginetta, gestiscono le sale tramite la Seac Film srl.

Odeon e Rialto (sei sale in tutto) sono di loro proprietà, mentre Roma, Europa e Jolly sono in affitto. E mentre per il Jolly, rilevato recentemente dal Circuito Cinema al costo di 100mila euro l’anno il proprietario dell’immobile pare garantire comunque la gestione della sala a prescindere dalla sopravvenuta difficoltà economica degli Agostini, per il Roma d’Essai (circa 60mila il costo annuo di locazione) si prospettano tempi più bui visto che la proprietà, Imi – San Paolo, non abbassa il prezzo d’affitto. Infine l’Europa Cinema, l’ex sala della Cineteca di Bologna, completamente digitalizzata di proprietà ancora del Comune di Bologna, per la quale si attende un intervento diretto delle istituzioni.

In mattinata il mini vertice in Provincia tenutosi tra i proprietari del Circuito Cinema e gli enti locali pare non abbia dato segnali positivi, ma nemmeno del tutto negativi. “Sicuramente batteranno tutte le strade possibili”, dichiara Ginetta Agostini della Seac, “Speriamo in qualche aiuto economico o agevolazione da Comune, Provincia e Regione. Ma la crisi colpisce anche loro e non siamo tranquilli. Già il governo non va più incontro agli esercenti facendo investimenti a fondo perduto e conto capitale”.

A monte però il calo drastico di spettatori: “Nel 2011 abbiamo perso il 10% degli spettatori e in questi primi tre mesi già del 20%”, spiega Agostini, “La prossima settimana incontreremo il sindaco di Bologna, ma se siamo arrivati a questo punto vuol dire che non riusciamo a reggere il colpo di questa crisi”.

Se venissero a mancare altre sale dedicate alle proiezione cinematografica del centro città, a Bologna si toccherebbe il minimo storico. Ed è soprattutto su questo che i lavoratori premono per avere la massima attenzione dall’opinione pubblica: “nell’immediato per scongiurare la chiusura delle sale del centro, e per garantire alla cittadinanza l’offerta culturale cinematografica, della quale fino ad oggi Bologna ha goduto, vi invitiamo a sottoscrivere la nostra petizione disponibile al cinema Rialto, Odeon, Jolly, Europa e Roma oppure online sul blog  https://schermovuoto.wordpress.com/ (info e contatti: lavoratoridelcinema@email.it)

 

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