TDS in data 23 Aprile 2012 i risultati ottenuti


Qualche speranza è emmersa dal tavolo di salvaguardia in data odierna, sono stati verbalizzati i seguenti punti.

1) Seac Film S.R.L sulla base del nuovo progetto sostenibile che ha individuato, si impegna a prorogare le attività del Cinema europa fino al 31/12/2012
2) Seac Film S.R.L si impegna altresì a prorogare le attività del Cinema jolly fino alla naturale scadenza del contratto fino al 30/06/2012

3) Il tavolo si impegna a cercare le possibili soluzioni per la prosecuzione delle attività del Cinema e il mantenimento di tutti i posti del lavoro anche con il coinvolgimento del properietario del cinema Jolly e dell’ eventuale nuovo gestore che verrà individuato;

4) Le parti concordano di attivare un tavolo di confronto sindacale sugli ammortizzatori sociali entro il 30/05/2012;

5) Le Istituzioni si impegnano a monitorare la situazione attraverso periodici incontri e a promuovere progetti di rilancio e valorizzazione delle sale cinematografiche del centro storico

Chi fosse interessato alla lettura completa seguono i PDF del documento

Verbale Provincia 1

Verbale Provincia 2

Verbale Provincia 3

Piccoli passi in avanti, ma non smettete di firmare la petizione e passate parola, per ora e quanto, vi terremo sempre aggiornati  sulla sitazione dei cinema del centro storico a Bulagna.

Annunci

La parola alle istituzioni


Interviste al assessore Lepore e Prantoni dopo il tavolo di salvaguardia del 11/04/2012, ieri 16 Aprile si è svolto l’incontro tra il Sindaco, gli assessori e i gestori, le risposte avute dai giornali non prendono in considerazione i problemi esposti da noi, saremo sempre di più tra le palle.

Dal Fatto quotidiano, Cinema a Bologna, a rischio le sale del centro. In cassa integrazione 37 lavoratori


Il Circuito Cinema che gestisce nove sale (sei di proprietà, tre in affitto) subisce gli effetti della crisi degli spettatori e paventa tagli al personale. “Ci hanno tenuto all’oscuro del piano industriale”, spiegano i lavoratori, “con il 50% dello stipendio non riusciamo a vivere”

Il ciclone della crisi economica investe anche il mondo delle sale cinematografiche. E lo fa a Bologna in pieno centro storico tra le nove sale del celebrato Circuito Cinema: Odeon A, B, C e D, Rialto 1 e 2, Roma d’Essai, Europa Cinema. 37 i dipendenti che tra maschere, cassiere e proiezionisti si trovano già in cassa integrazione al 50% dello stipendio da febbraio 2012 per sei mesi con l’attesa del rinnovo. Mentre le proiezioni in tutte le nove sale del Circuito sono passate da quattro nei giorni feriali a tre, e si paventa una chiusura totale dei cinema per luglio e agosto prossimi.

Lo hanno spiegato questa mattina i lavoratori del Circuito Cinema con un presidio davanti alla sede della Provincia di Bologna dove si è tenuto un incontro tra proprietà ed enti locali. “Non c’è la benché minima chiarezza sul piano industriale, sono previsti solo tagli al personale e non ci sono indicazioni per il futuro”, spiega una dipendente che lavora da più di quindici anni tra Odeon e Rialto, “Siamo molto sorpresi perché il rapporto con i proprietari è sempre stato buono e ci sentivamo tutelati, ma improvvisamente siamo stati tenuti all’oscuro di tutto”.

Ma più che la rabbia tra il personale del cinema è palpabile l’incredulità: “Sicuramente sono stati fatti errori strategici: certe promozioni non hanno senso e riempiono le sale una sera e le lasciano vuote altre due; la convenzione con Unicredit non è stata rinnovata ed è venuto a mancare molto pubblico tra i pensionati”, spiega un altro giovane dipendente, “ma di certo non ci saremmo aspettati una situazione così drammatica come quella stiamo vivendo. Mia moglie sta aspettando un figlio e con la cassa integrazione a 50% dello stipendio non riusciamo a vivere”.

Un fulmine a ciel sereno perché parliamo di sale che hanno fatto la storia del cinema in città, perlopiù di qualità. Il Circuito Cinema, a partire dalle quattro sale dell’Odeon, sono il fiore all’occhiello della famiglia Agostini che prima con il defunto decano Gino, che s’inventò il cinema d’essai in città negli ottanta, e ora con la figlia Ginetta, gestiscono le sale tramite la Seac Film srl.

Odeon e Rialto (sei sale in tutto) sono di loro proprietà, mentre Roma, Europa e Jolly sono in affitto. E mentre per il Jolly, rilevato recentemente dal Circuito Cinema al costo di 100mila euro l’anno il proprietario dell’immobile pare garantire comunque la gestione della sala a prescindere dalla sopravvenuta difficoltà economica degli Agostini, per il Roma d’Essai (circa 60mila il costo annuo di locazione) si prospettano tempi più bui visto che la proprietà, Imi – San Paolo, non abbassa il prezzo d’affitto. Infine l’Europa Cinema, l’ex sala della Cineteca di Bologna, completamente digitalizzata di proprietà ancora del Comune di Bologna, per la quale si attende un intervento diretto delle istituzioni.

In mattinata il mini vertice in Provincia tenutosi tra i proprietari del Circuito Cinema e gli enti locali pare non abbia dato segnali positivi, ma nemmeno del tutto negativi. “Sicuramente batteranno tutte le strade possibili”, dichiara Ginetta Agostini della Seac, “Speriamo in qualche aiuto economico o agevolazione da Comune, Provincia e Regione. Ma la crisi colpisce anche loro e non siamo tranquilli. Già il governo non va più incontro agli esercenti facendo investimenti a fondo perduto e conto capitale”.

A monte però il calo drastico di spettatori: “Nel 2011 abbiamo perso il 10% degli spettatori e in questi primi tre mesi già del 20%”, spiega Agostini, “La prossima settimana incontreremo il sindaco di Bologna, ma se siamo arrivati a questo punto vuol dire che non riusciamo a reggere il colpo di questa crisi”.

Se venissero a mancare altre sale dedicate alle proiezione cinematografica del centro città, a Bologna si toccherebbe il minimo storico. Ed è soprattutto su questo che i lavoratori premono per avere la massima attenzione dall’opinione pubblica: “nell’immediato per scongiurare la chiusura delle sale del centro, e per garantire alla cittadinanza l’offerta culturale cinematografica, della quale fino ad oggi Bologna ha goduto, vi invitiamo a sottoscrivere la nostra petizione disponibile al cinema Rialto, Odeon, Jolly, Europa e Roma oppure online sul blog  https://schermovuoto.wordpress.com/ (info e contatti: lavoratoridelcinema@email.it

Enhanced by Zemanta

Bologna, 11 aprile 2012 Il tavolo ( Ovvero non c’è una lira )


Bologna, 11 aprile 2012 – Firme dei bolognesi per “scongiurare la chiusura dei cinema Jolly ed Europa”. è l’obiettivo dei lavoratori delle due sale a rischio chiusura. Proiezionisti, cassiere e maschere dei cinema Odeon, Jolly, Europa, Rialto e Roma si sono trovati stamattina davanti alla sede della Provincia (guarda le foto) e hanno cominciato a cercare adesioni alla loro petizione in difesa del posto di lavoro e del mantenimento delle sale aperte.
Le firme raccolte “saranno poi consegnate ai rappresentanti istituzionali, affinchè intervengano con iniziative e misure concrete per invertire questi segnali di liquidazione”.

Dall’1 febbraio scorso,  i lavoratori sono in cassa d’integrazione ordinaria, con il rischio di passare a breve in cig straordinaria o addirittura in mobilità. Il momento di difficoltà economica di Seac e Ccb è notevole e da ciò discende la prospettiva di chiusura a fine mese di Jolly ed Europa. Inoltre, stante la situazione economica, Seac e Ccb chiedono di passare dalla cig ordinaria a quella straordinaria. Ai dipendenti, come riferiscono i delegati presenti oggi al tavolo di trattativa, è stato inoltre chiesto di rinegoziare anche 13esima, 14esima e ferie, calcolando solo le giornate lavorative. Ma la prospettiva non entusiasma per niente i dipendenti.

Alessandra Da Frè (Rsa) commenta cosi’ le proposte di Seac e Ccb: “Su uno stipendio medio di circa 1.000 euro, con la cassa d’integrazione un dipendente arriva a guadagnare 700-750 euro al massimo. Negoziare anche i ‘ratei’ sulle giornate lavorative, vuol dire vederseli dimezzati”. Da Frè spiega che i lavoratori si trovano in condizioni di difficoltà estrema e si augura che il prossimo incontro con le istituzioni “possa garantire un miglioramento delle loro condizioni”.

LA SITUAZIONE DEI CINEMA

Un calo del 10% nel 2011 che è già diventato del 22% nella prima parte del 2012. E’ in queste cifre la ‘misura’ della crisi del settore del cinema bolognese di cui oggi si è discusso a Palazzo Malvezzi dove si sono incontrati la Seac film e Ccb, i sindacati, gli assessori Matteo Lepore (Comune) e Graziano Prantoni (Provincia). E lunedi’ prossimo è già in agenda un nuovo appuntamento il sindaco di Bologna Virginio Merola, assieme ai rappresentanti della Cineteca, all’assessore comunale alla Cultura, Alberto Ronchi, incontrerà il vertice dell’Agis per fare il punto della situazione e provare a delineare le strategie future per risollevare il settore.
Oggi, intanto, si è parlato del rischio di chiusura di Jolly ed Europa e, “dopo una lunga discussione- si legge in un comunicato della Provincia- si è concluso il primo incontro con alcuni segnali positivi per la prosecuzione della trattativa”.
In particolare, “le aziende si sono ripromesse di verificare la possibilità di un nuovo progetto sostenibile”, per “il mantenimento in attività del cinema Europa”. Inoltre, le aziende si sono impegnate “ad utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali possibili per accompagnare i lavoratori in questa delicata fase di crisi”. Infatti i dipendenti in cassa d’integrazione di Seac e Ccb si erano mostrati molto preoccupati dall’eventualità che la sala chiudesse e proprio stamattina hanno iniziato una raccolta firme per far si che ciò non accada.

Per quanto riguarda il Jolly, invece, Prantoni si è detto disponibile ad incontrare il proprietario del cinema entro fine mese, per valutare la possibilità di inserire nell’attività della sala i dipendenti Seac e Ccb in cassa d’integrazione, garantendo cosi’ continuità tra le due attività.
Ai dipendenti Seac e Ccb preoccupava inoltre la possibilità di passare dalla cig ordinaria alla straordinaria. A questo proposito, la Provincia sostiene che “a breve avrà luogo un incontro in sede sindacale per rivedere l’accordo di cassa integrazione ordinaria, alla luce della peggiorata situazione finanziaria delle aziende”.

Fonte Dire

Questo slideshow richiede JavaScript.