Il testamento


La vecchiaia, aaaa, gioca brutti scherzi, mi ricordo le vostre facce estasiate alla mia comparsa, tutti avevate lo sguardo dei bambini, increduli e meravigliati, anche la Luna, poverina, si è presa un botto in un occhio , si, lo sò, vi ho fatto vedere cose molto brutte, la realta della guerra, ma poi tutto passò, lo riconosco, da giovane avevo un carattere molto infiammabile, chiedo venia, ma con il passare degli anni, diciamo che mi sono calmata, mi ricordo quando vi ho trasportato sulle cime tempestose, per poi aprire mari davanti a voi, ed uno dei periodi più belli è stato il Cinerama, quando dopo tanta solitudine, lavoravo con le mie sorelle, fianco a fianco, dopo tanto buio, tanto bianco, ma , molto nero, mi hanno vestita di colori stupendi, che vi hanno fatto sognare, da allora, Topolini, Astronavi,Eroi E supereroi, vi hanno illuso che forse la vita non era così cupa, ma è passato più di un secolo, e mi rendo conto, che questo non è un paese per vecchi, vi lascio con tanto amore, un sorriso e una lacrima.

La Pellicola

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C’era una volta il cinema…


C’era una volta il cinema…

Oggi abbiamo iniziato una nuova materia, Storia. Sí, perché io ormai sono grande, ho 8 anni e sono in terza. La maestra, per la prima lezione, ha voluto parlare del cinema. Ha detto che i film una volta si guardavano tutti insieme in delle aule enormi e su delle televisioni giganti. Ha detto anche che erano tutti seduti su delle poltroncine, uno vicino all’altro e che in queste stanze si poteva fare amicizia con altre persone, scambiarsi opinioni, in qualche occasione conoscere anche gli attori che venivano a parlare dei film. A fine lezione ne ho parlato con la mia amica del cuore Luigina e ci siamo chiesti se fosse tutto vero. Quando sono tornato a casa ho chiesto al nonno cosa era il cinema, perché a me , se è vero, sembra una cosa bellissima. Il nonno mi ha guardato con i suoi occhi che tremano, ha chiuso il giornale e dopo avermi fatto sedere sulle sue ginocchia, ha iniziato a raccontarmi del cinema. Ho scoperto che il nonno lavorava in uno di questi cinema che si chiamava Odeon e che prima che nascessi, nella città di Bologna in cui vivo, di questi cinema ce n’erano forse venti o più. Incredibile…
Poi, la gente, ha detto il nonno, è rimasta sempre più chiusa dentro le case a vedere la “maledetta” (così chiama lui la televisione). I capi di questi cinema non hanno avuto più voglia di fare e i capi delle città non hanno fatto niente per aiutare queste stanze, per non farle chiudere.
Il nonno dice che sotto i portici non ci sono più le persone che si incontrano e chiacchierano e si è persa l’abitudine di stare tutti assieme.

Io penso che il nonno abbia ragione e vorrei tanto che questi cinema ci fossero ancora.
Genny   III B

Vi invitiamo a sottoscrivere la nostra petizione, presto disponibile nei cinema Rialto, Odeon, Jolly, Europa, Roma, oppure online sul blog https://schermovuoto.wordpress.com

Lettera inviata a Susanna Camusso


Gentile Susanna Camusso,
è con piacere che Le comunichiamo che dopo la Sua presenza al cinema Europa in occasione della proiezione del film ” A casa non si torna” di mercoledì 4 aprile, è stato pubblicato un articolo sul Carlino di Bologna che ci informa  che abbiamo mal interpretato la frase contenuta nel piano di risanamento industriale riguardante le chiusure delle nostre sale. Tale definizione di ristrutturazione, fornitaci il 12 marzo scorso dai nostri datori di lavoro, cui l’azienda ha fatto seguire una contrazione degli spettacoli in tutte le sale, prevede tipologie di intervento per ogni sala cinematografica e per i cinema Jolly ed Europa recita “chiusura il 30-4-2012“.

Le recenti parole della signora Agostini ci danno speranza per il nostro futuro lavorativo.
Proiezionisti, cassiere e maschere di Circuito Cinema Bologna e Seac film.